Tecnologia e umanesimo nella città ideale di Olivetti

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In occasione del riconoscimento ad Ivrea di sito Unesco patrimonio dell’umanità, Aldo Cazzullo scrive sul Corriere della Sera una bella ricostruzione della storia di Adriano Olivetti e riapre i tanti dubbi che ci sono stati sulla sua morte e su quella del suo vice ing. Mario Tchou. Del resto meno di due anni dopo sarebbe rimasto ucciso in un attentato anche Enrico Mattei, un altro importante imprenditore italiano che stava facendo dell’ENI, di cui era alla guida, una grande azienda energetica di spicco internazionale. Questo omicidio fu negato per lungo tempo finché nel 2012 una sentenza di un processo collegato, quella sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro[1] (che stava appunto indagando sul misterioso incidente accaduto), ha riconosciuto ufficialmente che Mattei fu vittima di un attentato.

Per leggere per intero l’articolo di Aldo Cazzullo cliccare qui

 

[1] “La causa scatenante della decisione di procedere senza indugio al sequestro e all’uccisione di Mauro De Mauro fu costituita dal pericolo incombente che egli stesse per divulgare quanto aveva scoperto sulla natura dolosa delle cause dell’incidente aereo di Bascapè, violando un segreto fino ad allora rimasto impenetrabile e così mettendo a repentaglio l’impunità degli influenti personaggi che avevano ordito il complotto ai danni di Enrico Mattei, oltre a innescare una serie di effetti a catena di devastante impatto sugli equilibri politici e sull’immagine stessa delle istituzioni”. (Tratto dalle 2.199 pagine della sentenza dei giudici della prima sezione della Corte d’assise di Palermo che ricostruiscono l’omicidio del giornalista Mauro De Mauro, sequestrato da Cosa nostra il 16 settembre 1970 e mai più tornato a casa).

 

 

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