Il lavoro di qualità. Come prepararsi alla sfida dell’occupazione

libro

Federico Mioni (a cura di)

Guerini Next, N° 142 pagine, 14€
Il lavoro di qualità

In Australia esiste una terra non coltivata che però non è nemmeno foresta: è il territorio del «bush», una boscaglia bassa e incolta assunta dall’autore come metafora dell’incertezza. Dopo i decenni in cui vi era il ‘giardino botanico’ al quale tutti i principali lavori erano riconducibili, oggi vi è il «bush» in cui può dirsi sicuro solo il lavoro di chi si inventa e produce un ‘valore’ richiesto dal mercato o dalla società, e di chi fa i conti con i continui sconvolgimenti che avvengono nel mondo. Il lavoro di Federico Mioni nasce dall’esperienza in Federmanager Academy, dall’incontro con imprenditori e manager e dal confronto con le aspettative di tanti giovani che faticano a trovare opportunità nell’incertezza. È dunque un saggio sul presente e sul futuro del lavoro, che invita i giovani a credere nello studio e nel sacrificio, pur evitando gli eccessi di chi, per il lavoro o una carriera, distrugge gli affetti e il proprio equilibrio. È tuttavia innegabile che trovare un lavoro di qualità, oggi, richieda tanto impegno; è possibile trovarlo a condizione di sapere che ci si muove nel «bush», quello vicino a casa, o quello di una prospettiva internazionale. E per questo è un libro utile anche a chi giovane non è, e deve riconquistare un lavoro di qualità Prefazione di Giuseppe Biazzo.

Federico Mioni è il direttore di Federmanager Academy, docente alla Link Campus University di Roma e allo Iulm di Milano. E’ stato direttore del Cis (Unindustria Reggio Emilia), responsabile della Formazione permanente e del Cepad dell’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato presso le Università di Pisa, di Priceton e della Virginia, presso la Library of Congress di Washington e la Massachusetts Historical Society di Boston e, come Visiting Professor, presso la John Marshall Law School di Chicago. Autore di numerosi saggi e volumi, ha vinto il Premio Roberto Ruffilli (1990) e il premio del Centro di Studi Americani di Roma (1992 e 1995).