Incontro con Philip Kotler: quando il cliente-cittadino non è soddisfatto del prodotto-democrazia

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Si è svolta a Roma il 2 ottobre una tavola rotonda con Philipip Kotler, padre indiscusso del marketing e fra i maggiori esperti di management al mondo, attualmente professore alla Northwestern University.

Kotler ha creato un parallelismo tra i consumatori ed i cittadini e si chiede come avvenga che un prodotto così universalmente amato come la democrazia stia tradendo le loro aspettative. Questo parallelismo è una forma di autoironia volta a mostrare che non c’è approccio ideologico nella sua analisi, ma solo una grande passione civile. Secondo Kotler il capitalismo sta mangiando la democrazia e strumenti come facebook non fanno altro che raggruppare le persone in piccoli gruppi, dove le idee si rafforzano anche se queste sono false.

Kotler ha affrontato il tema dell’impatto dell’attuale presidente Usa sulla democrazia ed il suo messaggio non è stato solo critico ma, al contrario, decisamente positivo: sapremo unirci e salvare la democrazia da questa fase di declino.

Kotler ci ricorda che affinché ci sia una vera democrazia occorre che vi siano:

  • le elezioni
  • ogni cittadino ha un voto
  • i cittadini possono riunirsi, parlare, scambiare opinioni ed organizzare proteste pacifiche
  • il paese ha una stampa libera: giornali, radio, tv, media digitali sono liberi di riportare news e opinioni
  • i cittadini sono liberi di avere qualunque credo religioso essi scelgono
  • la protezione dei diritti umani e del ruolo della legge
  • i cittadini sono liberi di iniziare propri business o di scegliere il tipo di business in cui vogliono lavorare.

Secondo l’Economist, 82 paesi al mondo possono essere considerati democratici, ma i regimi democratici in quasi due terzi di questi hanno dei difetti e sono in qualche modo imperfetti. In molti casi la democrazia può convertirsi in una plutocrazia (dal greco πλουτοκρατία, plutocratìa; composto di πλοῦτος, plùtos, ricchezza e κρατείν, krateìn, potere) nella quale i ricchi possono utilizzare i loro soldi nei canali mediatici per influenzare i cittadini nel favorire un determinato candidato piuttosto che altri.

Secondo Kotler, i cittadini (in america ma questo può valere anche per altri paesi) hanno molte ragioni per non votare: sentono che il loro voto non farà differenza in un paese che è nella mani di persone con potere e ricchezza, sostengono che sia impossibile essere preparati al voto perchè ci sono troppi candidati ed è non è possibile conoscerli tutti. Inoltre sostengono che i partiti siano così diversi tra loro che non possono trovare punti di accordo e quindi non riescono a risolvere i problemi e d infine per molti, votare comporta un dispendio di tempo e denaro. Le campagne elettorali dovrebbero durare mesi e non anni, bisognerebbe introdurre dei limiti alle donazioni e tutti i grandi donatori dovrebbero essere resi noti pubblicamente. Il sistema delle votazioni dovrebbe essere semplificato, i partiti dovrebbero lasciare maggiore indipendenza di voto ai propi membri e bisognerebbe aprirsi ad un sistema pultiparlamentare.

L’incontro è stato organizzato dalla Luiss business school in collaborazione con Harvard Business Review e Ruling Companies.