di Beatrice Duce[1]

Neurosystemics n° 29/2026

In azienda parliamo molto di processi, competenze, talenti, mindset.

Molto meno di quello che, ogni giorno, sentiamo.

Da anni mi sforzo – con scarsi risultati – di censurare le mie emozioni per aderire all’approccio “giusto” e diventare un manager “migliore”.

Ho sempre ammirato, infatti, i manager che restano impassibili di fronte a problemi, ingiustizie, attacchi, errori.

Ma mi sono chiesta: quando è autocontrollo e quando è autocensura?

Il modello organizzativo dominante ci insegna che il professionismo richiede:
– trovare soluzioni in tempi rapidi (e non necessariamente risolvere le cause alla radice),
– mantenere l’atteggiamento corretto,
– accogliere feedback in silenzio anche quando fanno male,
– mostrarsi entusiasti del cambiamento anche quando fa paura (o magari quando non condividiamo la direzione strategica)

Ma questa non è forza: è silenzio emotivo. E il silenzio emotivo è pericoloso!

Come osserva Alberto Varriale, nelle organizzazioni cresce una forma di anestesia emotiva: si reagisce meno, ci si espone meno, si evita tutto ciò che può renderci vulnerabili o “fuori allineamento”.
Insomma spesso non ci si espone per mettersi al riparo da critiche, tutelando così il proprio interesse e non il bene dell’Organizzazione.

A questo si aggiunge il paradosso del mindset di cui parla Giovanna Prina: quando l’atteggiamento positivo diventa un obbligo, non si sviluppa davvero un mindset di crescita… SI RECITA solamente!

E quando si recita, nasce il disagio più insidioso: la resistenza occultata.

Quella che non fa rumore, ma logora relazioni, motivazione e fiducia.
Le emozioni non spariscono perché le ignoriamo: smettono solo di circolare nelle conversazioni e iniziano a circolare sotto traccia nelle organizzazioni.

Forse nominare ciò che si prova – fatica, entusiasmo, dubbio, paura, perfino rabbia – non indebolisce la performance; al contrario: è un acceleratore di lucidità, collaborazione e autenticità.

Forse: il problema non sono le emozioni dichiarate o agite.

Forse il vero pericolo sono quelle taciute, e i problemi evitati per paura di risultare impopolari o di non ottenere alcun beneficio personale.

[1] Partner IEN