Il 25 novembre si è svolto ad Arezzo, in occasione del Forum Risk Management, il convegno FIASO “Verso sistemi più attrattivi di gestione delle risorse umane“. Il convegno ha affrontato il tema analizzando le ragioni delle attuali criticità presenti nelle aziende sanitarie nell’ingaggiare, trattenere e reclutare i propri professionisti.
Ne è emerso un quadro dal quale scaturisce molto chiaramente l’importanza, l’urgenza e la strategicità del porre mano ad una trasformazione radicale e globale degli attuali sistemi di gestione delle risorse umane: porre al centro delle aziende sanitarie le persone è ormai un tema non più prorogabile e la questione principale diventa allora come riuscirci.
E’ stato quindi illustrato il modello Wellness Organizzativo® che consente di costruire ambienti lavorativi ingaggianti ed il relativo metodo d’intervento WO® per implementarlo in concreto in azienda andando ad agire simultaneamente lungo i 7 driver organizzativi indicati da questa metodologia. Il modello/metodo Wellness Organizzativo® è stato sperimentato da IEN – Istituto Europeo Neurosistemica – agli inizi degli anni 2000 in aziende private, modellizzato nel 2005, registrato ® come metodologia proprietaria nel 2008, utilizzato nelle aziende sanitarie a partire dal 2010, messo a disposizione di FIASO per le proprie aziende associate dal 2020.

I lavori sono stati aperti da Nicola Pinelli, Direttore FIASO, che ha ricordato l’interesse e l’impegno di FIASO su questi temi, le recenti ricerche realizzate insieme all’Istituto Europeo Neurosistemica per mettere meglio a fuoco criticità e opportunità e la costituzione presso FIASO di una Comunità di pratica Wellness Organizzativo® cui hanno aderito aziende interessate a costruire ambienti più attrattivi e fidelizzanti per i propri professionisti mettendo in comune le proprie esperienze ed i progetti innovativi realizzati in questo ambito.
Marco Rotondi, partner IEN, ha poi presentato lo stato di fatto in cui si trovano i professionisti della sanità così come emerge dalle ricerche realizzate a vario titolo da IEN e RUSAN in questi ultimi 10 anni; i risultati illustrati sono preoccupanti sia per il livello di ingaggio (1 persona su 2 è insoddisfatta) sia per le intenzioni future espresse dai professionisti della sanità (1 persona su 2 vuole cambiare lavoro). Le sfide che le aziende sanitarie sono chiamate ad affrontare oggi sono quindi sempre più difficili: quote significative di professionisti che vanno in pensione spesso anche in modo anticipato, numero crescente di dimissioni volontarie, disagio e malessere crescenti dovuti alla post-covid induction, nuove generazioni da poter inserire meno numerose, meno preparate, meno interessate ai lavori sanitari. Purtroppo non esistono facili ricette per venirne fuori; occorre invece avviare subito un lungo e impegnativo percorso per rigenerare le aziende (
Cristina Gasparri dell’ ASL Rieti ha iniziato la rassegna dei progetti per lo sviluppo del Wellness Organizzativo® realizzati dalle aziende sanitarie aderenti alla Comunità di pratica WO® presentando i risultati di un progetto della sua azienda teso a sviluppare l’utilizzo della telemedicina, anche attraverso percorsi formativi, in un territorio ampio, difficile da raggiungere e con scarsa densità abitativa; sono 39.350 le prestazioni di telemedicina già eseguite ed aumenteranno in futuro, visto anche il buon impatto sui professionisti che hanno iniziato ad utilizzarla e che hanno potuto così dedicare il tempo risparmiato dai viaggi eliminati alla “clinica” e ad all’allargare e approfondire le proprie competenze professionali confrontandosi (grazie all’attivazione di teleconsulti) con centri nazionali di grande eccellenza sulle varie tematiche incontrate. Questo progetto impatta quindi sul driver Health & Ergonomics del modello WO® migliorando significativamente la situazione lavorativa dei professionisti e sul driver Work Learning Place migliorandone/ stimolandone l’apprendimento continuo e le possibilità di miglioramento delle competenze.
Ada Taratufolo dell’ASL di Viterbo ha poi presentato un progetto della sua azienda teso a creare Comunità di Pratica fra i professionisti ed a svilupparle. In una CdP gli operatori mettono a disposizione le proprie competenze in una ‘’costruttiva contaminazione’’ professionale finalizzata al miglioramento delle competenze dei suoi membri ed allo sviluppo della qualità dell’assistenza e dei processi organizzativi. Sono state create inizialmente 15 CdP a cui hanno partecipato circa 200 operatori; da questa esperienza iniziale sono “gemmate” poi altre 10 CdP e sono stati sviluppati vari strumenti di condivisione delle competenze (report di capitalizzazione degli apprendimenti acquisiti, Repository, piattaforma FAD, forum integrati per argomenti, webinar, …). Questo progetto impatta quindi direttamente sul driver Work Learning Place del modello WO® in quanto le CdP creano occasioni importanti d’apprendimento per i professionisti, rappresentano anzi le cellule base per l’apprendimento organizzativo dentro le aziende (capitalizzazione, scambio, sviluppo di know how), sviluppando strumenti sistemici di condivisione delle competenze accessibili anche ai non membri delle CdP.
Carola Martino dell’AOU Pisana ha presentato il progetto della sua azienda per la creazione di una Cabina di regia per il coordinamento delle risorse umane. L’azienda ha infatti creato un team multiprofessionale e multidisciplinare composto da tutti i professionisti che a vario titolo sono coinvolti nella gestione delle risorse umane (reclutamento, formazione, sviluppo, valutazione, risk management, rischio clinico, qualità, medicina del lavoro, stress lavoro correlato, organizzazione del lavoro, …). L’obiettivo di questo team è garantire un coordinamento continuativo di tutte le iniziative che impattano in vario modo sugli operatori, implementando le attività già in essere e programmando nuovi progetti che possano incidere efficacemente sullo sviluppo e l’ingaggio delle persone in un ottica di WO®. Questo progetto impatta quindi sul driver HR enabling Process del modello WO® essendo teso a coordinare tutti i vari processi di gestione delle risorse umane integrandoli insieme in un ottica sistemica.
Gaia Cimolino dell’ASST Mantova ha presentato un progetto della sua azienda teso a favorire il lavoro in team e una migliore gestione delle relazioni interne ed esterne tramite lo sviluppo delle capacità degli operatori di gestire al meglio le situazioni conflittuali o potenzialmente conflittuali. Sono stati trattati 81 casi e 18 team e dal successo di questi interventi che utilizzano la mediazione trasformativa è nato lo sportello aziendale Welcome che trasforma il progetto iniziale in un servizio sistemico continuativo. Questo progetto impatta sul driver Reletionship del modello WO® in quanto promuove il miglioramento dei reticoli relazionali fra le persone e sviluppa un miglior lavoro di team.
Luigi Vimercati e Luigi De Maria del Policlinico di Bari hanno infine presentato un progetto per rilevare i livelli di stress percepito, burnout, salute mentale nella popolazione degli operatori sanitari, confrontandoli con una popolazione di controllo costituita da lavoratori adibiti a mansioni non sanitarie; sarà così possibile valutare specifici fattori di rischio.
Eva Colombo, vicepresidente FIASO e Direttore Generale dell’Asl di Vercelli, ha concluso i lavori evidenziando l’importanza dei temi trattati e la necessità d’intervenire urgentemente per riorientare l’organizzazione e la comunicazione delle aziende sanitarie anche se il percorso potrà essere lungo e difficile; ha poi sottolineato come la Comunità di pratica Wellness Organizzativo® di FIASO possa rappresentare un punto di riferimento e stimolo anche per le altre aziende e questa giornata di presentazione dei risultati di progetti per lo sviluppo del WO® lo ha dimostrato.