Alessandro Garofalo: dalle idee a un buon progetto di business

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GAROFALO

Alessandro Garofalo, fisico, autore del libro “Come un fisico fallito”. Negli ultimi sette anni è stato  Presidente, Amministratore Delegato e Vicepresidente di Trentino Sviluppo. Per anni si è occupato di di start up e innovazione.

Si parla spesso di creatività e di innovazione. Nel tipo di lavoro che svolgiamo, la creatività si intende come la capacità di combinare in modo nuovo prodotti, servizi, oggetti esistenti cercando di configurarli in  maniera innovativa, per far  si che vadano incontro ai bisogni. La creatività è quasi un’arte, e permette di combinare in modo nuovo l’esistente.

Si parla di innovazione, invece, quando si tocca il tema della profittabilità della creatività. In Giappone si usa molto la metafora de “il pensiero che si fa roccia”. Si ha innovazione quando un’idea diventa qualcosa di tangibile, sia esso un prodotto, un servizio, una nuova procedura o un nuovo processo.

Nell’innovazione e nella creatività non basta solo l’dea. Servono persone che si tirino su le maniche e sappiano gestire l’idea.

Le tre strade che portano ad una buona innovazione sono:

–       concentrarsi su un paradigma

–       concentrarsi su un paradosso

–       concentrarsi sulla multisensorialità.

Il primo punto consiste nell’avere ben chiaro qual è il limite del problema in esame, il paradigma, e avere la capacità di romperlo e metterlo in discussione. Bisogna capire cosa si fa, cosa si produce, qual è il nostro business. Vogliamo essere innovativi? Esercitiamoci a identificare il paradigma vero del nostro problema, della nostra azienda e sviluppiamo il coraggio di romperlo.

La seconda strada per fare innovazione low cost è concentrarsi sul paradosso tipico all’interno del problema, concentrarsi cioè sulle grandezze inversamente proporzionali. Paradosso vuol dire che ci sono grandezze diverse, inversamente proporzionali tra loro. E’ importante concentrarsi subito sul paradosso del problema, perchè se ci si concentra sulle grandezze direttamente proporzionali si fa mediocrità.

L’ultima strada, infine, è la multisensorialità. Avere unaforte capacità e cultura dell’ascolto. Bisogna avere confidenza con la multisensorialità e saperci lavorare: tatto, gusto, udito, olfatto, vista perchè la dimestichezza plurisensoriale funziona ed è importante saper associare una cosa ad uo o più sensi.

L’innovazione low cost è tale se si progetta all’inizio tenendo conto della funzionalità d’uso. E’ low cost quando non ci sono libretti d’istruzione. Dobbiamo semplificare per fare innovazione low cost.

Si ha innovazione low cost se si ha interdisciplinarità. Si possono ridurre i costi se si mette nella progettazione tutte le discipline afferenti al problema che devi risolvere prima e non dopo per anticipare tutte le problematiche. Meno modifiche fai meglio è, le modifiche fatte dopo sono peggio perché i costi aumentano di 10 volte. Bisogna capire la funzionalità d’uso prima.

Un altro importante passo è quello di far lavorare insieme i giovani e gli anziani all’interno delle aziende. In questo modo si ottimizzano i costi di formazione, il trasferimento e la selezione.

Le quattro operazioni sono alla base dell’innovazione:

–       aggiungere

–       sottrarre (ad esempio levare disagi al consumatore)

–       moltiplicare

–       dividere

–       modificare

–       combinare

–       adattare

–       invertire

–       sostituire

–       risistemare.

Infine è importante avere una banca dati di idee per poterle raccogliere e conservare senza dimenticare che le idee vengono dal basso. Se le idee si conservano è possibile utilizzare un domani lo scarto delle idee passate, il lavoro passato, che potranno essere spunti per nuova innovazione futura.