di Ilaria Ugolini

Neurosystemics n° 4/2016

gennaio 2016

Gennaio, il mese per eccellenza dei buoni propositi. Il 2015 si è concluso con una timida ripresa e segnali di ottimismo arrivati dalle aziende, dai consumatori e dai lavoratori. Occorre allora ripartire col piede giusto, focalizzandosi sui passi da fare per rendere la funzione HR protagonista di questa mini-ripresa. Abbiamo raccolto i risultati di varie ricerche realizzate in chiusura del 2015, (l’ultima censita è l’indagine del Cranet HRM 2015), e vi proponiamo una serie di punti su cui riflettere per aiutarvi a pianificare le attività su cui concentrarsi per sviluppare il business (ed il benessere) attraverso il “buon uso” delle persone.

Ecco dunque i buoni propositi 2016. La funzione HR deve:

  1. diventare parte attiva e del “strategic management“; per far questo bisogna essere in grado di analizzare le situazioni, leggere i cambiamenti, consolidare gli aspetti organizzativi, agire rapidamente rispetto alle trasformazioni, alle evoluzioni ed a tutti gli aspetti non pianificati.
  2. essere in grado di individuare gli alti potenziali all’interno dell’azienda e valorizzarli al massimo concentrandosi non solo sulle skill tecniche, ma anche sulle competenze trasversali che consentono di ricoprire con efficacia il proprio ruolo, attraverso attività di formazione e sviluppo; occorrono quindi traiettorie di carriera e percorsi formativi di sviluppo manageriale specificamente progettati per le giovani risorse potenziali in modo da consentir loro di poter, in futuro, ricoprire posizioni di coordinamento (vedi per  esempio il progetto realizzato da RINA) fidelizzandoli in modo da non perderli.
  3. occuparsi di active ageing, il tema è ancora un po’ trascurato dalle aziende, ma sicuramente di grande importanza; la vita delle persone si è allungata e con essa la vita professionale; abbiamo tutti una maggiore urgenza di qualità per la nostra vita privata o lavorativa e dobbiamo costruircela giorno per giorno da subito, cercando di vivere nel miglior modo possibile, sviluppando la nostra salute; è importante, quindi, che sia le aziende, sia le persone seguano un approccio preventivo attraverso l’apprendimento di tecniche finalizzate al miglioramento dei propri stili di vita: alimentazione equilibrata, attività fisica, corretta postura, qualità mentale e qualità relazionale (vedi per esempio il progetto “Active Ageing” di Amiu).
  4. cogliere le opportunità che si aprono dal diffondersi di questi nuovi bisogni e diventare luoghi di piena soddisfazione delle persone, se non di “lavoro felice”; ambienti psico-fisico-organizzativo-relazionali tali da produrre appunto soddisfazione e benessere (se non felicità) nelle persone che vi lavorano; la costruzione di questi ambienti (che noi chiamiamo di Wellness Organizzativo) è possibile (come dimostrano alcuni esempi) ma estremamente delicata; questa, quindi, rappresenta certo la più grossa sfida per ogni HR manager, ma anche una grossa opportunità da saper cogliere per riuscire a creare valore reale per la propria organizzazione (e quindi maggiore competitività e sicurezza per il futuro).
  5. utilizzare massivamente tecnologia e nuovi media; come ormai è risaputo, negli ultimi anni la funzione HR ha fatto grande uso dei nuovi strumenti offerti dal web, come ad esempio i social network sia nella fase del reclutamento, sia nella gestione della reputazione aziendale; l’uso intensivo della tecnologia può, quindi, sviluppare molte nuove opportunità come per esempio lo smart working (possibilità di avere giornate in cui lavorare da casa), come alcune anziende hanno dimostrato (si veda ad esempio il progetto vincitore del premio “Qualità della vita. Qualità del lavoro 2015”); lo smart working non è impossibile da realizzare, ma è necessario un grande cambiamento culturale, che risulta ancora difficile per molte imprese italiane; esso prevede, infatti, un cambiamento dello stile del management e della cultura dei dipendenti: cultura non più basata sul presenzialismo, ma sui risultati, sulla fiducia, sulla responsabilità e sull’autogestione.

La lista è troppo lunga? non disperate… il 2016 è appena iniziato!

 

Ilaria Ugolini (ugolini@ienonline.org)