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19 dicembre 2013

Franchisor e Retailer: situazione attuale e prospettive future in USA

Le realtà del mercato Usa

La più recente ricerca sul franchising in Usa evidenzia nel 2012 – rispetto al 2011 – un aumento del 5% del giro d’affari delle reti di franchising, una crescita dell’1,9% del numero dei franchisee e del 2,1% del personale impiegato nel settore.
E’ abbastanza chiaro oramai che il 2013 dovrebbe essere un anno migliore economicamente rispetto al 2012. Insomma, tutti gli indicatori segnalano un buon 2013 per l’economia americana in generale e in particolare per il franchising. E se paragonato alla situazione del resto del mondo occidentale, sembra ancora più attraente operare in Usa nel prossimo futuro.
Aggiungerei che l’immagine dell’Italia e dei prodotti italiani è assai alta e consolidata negli Usa: alta per la qualità, favorevole e consolidata per la lunga amicizia fra i due paesi.
Considerando questa realtà e le culture e i valori molto coerenti fra i due paesi, gli operatori italiani – franchisor e retailer – devono considerare con attenzione le possibilità di sviluppo e di affermazione dei loro brand in quel grande mercato che è l’America del nord.

Il mercato statunitense e il “Made in Italy”

Una pubblicazione della Columbia Business School sui “Dati Demografici Globali e Implicazioni per gli Investimenti” cita Cina, India e gli Usa (quest’ultimo con 314milioni di abitanti) come i tre paesi nel mondo con più popolazione oggi. Il documento prevede che:

  • nel 2050 i paesi con più popolazione saranno sempre India, Cina e Usa (quest’ultimo con 397milioni di abitanti);
  • nei prossimi 5-20 anni, le maggiori opportunità economiche saranno in India e USA;
  • i paesi sviluppati con maggior tasso di crescita sono Usa, Australia, Canada e UK.

Un’indagine dell’Istituto Piepoli condotta sui “decision makers” statunitensi rivela che “i prodotti italiani più conosciuti sono i prodotti alimentari (cibo, vino, ecc.), le calzature, le automobili, l’abbigliamento, gli accessori moda, l’arredamento, con immagine di qualità, design, originalità, alto prezzo, status symbol.” Cioè, un mercato dove l’Italia gode di un’immagine molto conosciuta e assai positiva.

La forza del mercato statunitense risiede nella linearità dei suoi aspetti normativi: aliquote competitive, flessibilità nel mercato di lavoro, cuneo fiscale inferiore agli standard europei, un sistema giuridico che protegge i diritti delle aziende straniere, una cultura di valori coerenti con quelli europei.

Charles R. Bernardini

Charles Bernardini can be reach at: crbernardini@uhlaw.com

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