Walter Passerni: l’innovazione si fa low cost

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In questo periodo di crisi e incertezza per il futuro dobbiamo cercare di trovare degli strumenti nuovi di gestione delle imprese e delle risorse umane.

Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di capire dove stiamo andando e quali fenomeni ci stanno capitando, di cui siamo protagonisti inconsapevoli o invece agenti effettivi di cambiamento.

Abbiamo coniato dei termini, come ad esempio il Wellness Organizzativo, un sistema di benessere misurabile con dei parametri quantitativi precisi e la Nice Company, la bella azienda, etica, pulita, trasparente, redditizia…La Nice company è un azienda che sta all’interno della nice economy, un’economia della trasparenza, pulita efficace che soddisfa i clienti.

Verso la ripresa ci sono due atteggiamenti:

  • aspettare che arrivi la ripresa, e una volta arrivata ci si prepara a muoversi ed agire. Questo atteggiamento è una sospensione del pensiero e delle attività ed è un tratto di oggi che porta ad una perdita di opportunità;
  • l’altro atteggiamento consiste nel cominciare a costruire la ripresa, perché dalla sospensione all’attivazione, il passaggio dev’essere evidente. L’importante è avere un atteggiamento propositivo in questo momento di apparente totale buio e incertezza, avere dei segnali aiuta.

Questa crisi ci aiuta ad avere atteggiamenti più essenziali, meno improntati all’immagine e all’apparenza e più improntati ad un fare dentro a delle tendenze di condivisione e ad un sistema condiviso.

Quando parliamo di nice company e nice economy ci riferiamo a:

  • essere bravi nella gestione delle risorse umane
  • saper abbracciare i clienti
  • saper essere innovativi, saper fare innovazione.

Quando parliamo di innovazione in Italia si rischia di intenderla sola dal punto di vista tecnico, ma il determinismo tecnologico quando parliamo di innovazione è sbagliato.

Innovare l’innovazione significa innovazione a 360°. Forte è l’innovazione organizzativa, il linguaggio, lo stile di leadership… l’innovazione è tante cose, non solo macchinari.

L’altra cosa è di trovare una possibilità di utilizzo delle nuove tecnologie e dei social media in chiave innovativa e partecipativa. Sono tutti stimoli a progettare insieme.

Un’economia della condivisione e partecipazione non può prescindere dalla diffusione delle tecnologie digitali senza le quali non si condividerebbe nulla, ma questo non deve diventare un alibi. Le imprese hanno il dovere di realizzare delle esperienze, anche aziendali, orientate in questa direzione…